LA NOSTRA STORIA

Il gruppo Loop-La-Loop nasce a Cetona (SI) dall’incontro di un gruppo di ragazzi africani, ospiti di un centro per richiedenti asilo, con Suzie Alexander, cittadina di Cetona.

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Siamo nell’estate del 2017.

Per Suzie è un modo per far conoscere ai propri figli un altro spaccato del mondo. Per i ragazzi è l’occasione di spezzare la monotonia delle loro lunghe giornate, in attesa che le autorità esaminino le loro richieste di asilo.

Piano, piano, da quegli incontri, in modo del tutto spontaneo e naturale, si sviluppa un solido rapporto di amicizia e fratellanza fatto di lunghe chiacchierate, gite, serate tra amici, spettacoli e concerti.

All’approssimarsi dell’autunno, Suzie ha un’idea: “I ragazzi hanno vestiti leggeri, per l’inverno avranno bisogno di cappelli di lana per ripararsi dal freddo. Perché non provare a realizzarli tutti insieme con uno strumento semplice come l’uncinetto?”

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In realtà, l’impresa si rivela più ardua del previsto. Intanto perché il lavoro a maglia, tradizionalmente, è considerato un lavoro “da donne” e i ragazzi dovranno passare sopra il dileggio di altri loro compagni del centro di accoglienza. Poi perché realizzare dei cappelli all’uncinetto richiede un po’ di pratica, specie per chi questo strumento non l’ha mai preso neppure in mano. E il discorso vale anche per Suzie.

Serviranno tanta pazienza, l’aiuto dei tutorial (di cui, fortunatamente, internet abbonda) e diversi tentativi andati a vuoto, prima di arrivare a realizzare un “prodotto” accettabile. Ismaila è il primo a riuscirci. Poi, man mano, tutti arriveranno al traguardo. Ciascuno con il proprio stile ed il proprio gusto personale nell’accostare i colori.

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Ma la scoperta più importante è un’altra: al di là del talento e della personalità che ogni cappello rivela del suo autore, quell’attività manuale, ripetitiva e al tempo stesso creativa, diventa una vera e propria “arte-terapia”, in grado di curare le “ferite dell’anima” che ciascuno di questi ragazzi porta con sé, come primo e più ingombrante bagaglio del “viaggio” che dall’Africa sub-sahariana li ha condotti fino ad un piccolo paese della Toscana.

A questa scoperta è legato il nome del gruppo. “Loop-La-Loop”, che nel suo significato più profondo sta per “ricostruire se stessi, anello dopo anello”.

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E, anello dopo anello, i cappelli prodotti sono diventati tanti. Alcuni sono stati regalati, altri sono stati dati via in cambio di offerte per acquistare altra lana. Sono aumentate le persone coinvolte nel progetto come volontari e anche i donatori.

Nel frattempo, Elena Cassina, una studentessa della Eastern Mediterranean International School (EMIS), un istituto con sede a Tel Aviv che raccoglie giovani da tutto il mondo, educandoli ai valori del rispetto, della pace, della diversità e della cittadinanza globale, ha proposto ai ragazzi di partecipare ad un nuovo progetto: realizzare all’uncinetto degli orsacchiotti morbidi e caldi da regalare a bambini profughi e orfani in altre parti del mondo, insieme ad un messaggio di incoraggiamento ad impegnarsi nello studio per realizzare i propri sogni.

Sono stati realizzati così decine e decine di orsetti, ognuno diverso dall’altro, che hanno varcato le frontiere, segnando un ulteriore step della nostra esperienza: Loop-La-Loop reca in sé una speranza di riscatto che va al di là dei nove ragazzi che, insieme a Suzie, avevano costituito il gruppo originario, per diventare un modello di promozione, accoglienza e investimento sulle persone migranti tout court.

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Da lì nasce l’idea di costituirci in associazione, allo scopo di divulgare e diffondere la nostra esperienza.

Il covid ha rallentato questo processo, consentendoci però di delineare meglio l’assetto e gli obiettivi del nostro progetto. Progetto che si è concretizzato il 2 marzo 2023 con la nascita dell’associazione culturale Loop-La-Loop.

Intanto i nostri ragazzi sono usciti dal circuito dell’accoglienza. Nonostante la modifica in senso restrittivo delle norme, tutti hanno ottenuto il permesso di soggiorno. La maggior parte di loro non vive più a Cetona, ma tutti lavorano e hanno trovato un alloggio.

Tutto bene, quindi? Non proprio. La condizione di migranti, li rende comunque più esposti a contratti non regolari e allo sfruttamento. Alla difficoltà di trovare abitazioni dignitose in cui vivere pagando un canone di affitto equo.

Presentazione Inserimento studenti nuovi UWC Ostia

Si dirà che tanti cittadini italiani stanno sperimentando le stesse difficoltà. Non è vero. La condizione di esclusione sociale dovuta alla barriera linguistica, ai pregiudizi, alla mancata conoscenza delle norme che potrebbero rivendicare per tutelare i loro diritti, li rendono più esposti a subire soprusi e prevaricazioni.

Per questo Loop-La-Loop oggi si sta concentrando soprattutto nell’offerta di consulenza e sostegno nella scelta del percorso educativo, formativo e lavorativo dei nostri ragazzi. Così come farebbe una normale famiglia. Quello che, nei fatti, in questi anni siamo diventati.

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Una famiglia allargata a tantissimi amici, di diverse nazionalità e di ogni parte del mondo, che nel frattempo si sono aggiunti, con l’obiettivo di aiutare i nostri ragazzi e tutti i migranti che dovessero farne richiesta a realizzare il proprio progetto di vita, partecipando alla crescita ed al benessere delle comunità di cui hanno pieno diritto di far parte a tutti gli effetti.